Il toro e le sirene: superstizioni milanesi

Passeggiando sotto la Galleria Vittorio Emanuele vedrete, a qualsiasi ora del giorno, orde di turisti giapponesi che, macchina fotografica alla mano, infieriscono contro un povero toro. Mi riferisco a un mosaico pavimentale rappresentate un toro, i cui organi genitali sono ormai consumati a causa della bizzarra usanza di ruotare su se stessi appoggiando il tallone destro proprio sugli attributi dell’animale.

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Una volta c’era la radicata credenza che, se a compiere il rituale scaramantico fossero le donne, ne avrebbe giovato la loro fertilità a patto che toccassero le parti intime dell’animale con la mano o con un piede nudo alla mezzanotte dell’ultimo giorno dell’anno.

Le parti consunte sono state più volte restaurate, ovviamente invano. Si è deciso di ovviare al problema con una colata di ferro, oggi consumata pure quella (come si vede dalla foto).

Anche per il ponte delle Sirenette, meglio conosciuto come ponte delle Sorelle Ghisini, c’è una particolare usanza: toccate il seno delle statue e magari la fortuna vi sorriderà. Anche noi di Galatea siamo andate..un po’ di fortuna non guasta!

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Il ponte, che oggi si trova a Parco Sempione ma originariamente era in via San Damiano, è realizzato nel 1840 dall’ingegnere Francesco Tettamanti e, pensate, per la prima volta viene usata la ghisa per una struttura di questo tipo. Quattro sirene a seno nudo danno il nome al ponte.

Dalla fertilità, alla ricerca della fortuna fino ai rimedi per il mal di testa: la scaramanzia popolare pensa a tutto!

Il 29 aprile andate nella Cappella Portinari, chiesa di S. Eustorgio, toccate l’arca di S. Pietro martire e sarete preservati dal mal di testa per un anno. Il simpatico aneddoto non ci faccia dimenticare che ci troviamo davanti a uno splendido monumento gotico in marmo bianco di Carrara datato 1339 e firmato Giovanni di Balduccio. Recita l’epigrafe sul coperchio:  Magister Johannes Balducii de Pisis sculpsit hanc archam anno Domini MCCCXXXVIIII. L’opera fu voluta dai domenicani per conservare il corpo dell’inquisitore martire morto a roncolate in testa.

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Prendetevi un attimo per osservare gli affreschi rinascimentali della cappella e noterete una curiosa Madonna con le corna….magari ne parleremo una delle prossime volte!

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A presto!

Galatea

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