Le opere di Arturo Martini e Francesco Messina all’Ospedale di Niguarda

Siamo a Milano nel 1939: il 2 ottobre apre i battenti l’Ospedale di Niguarda. Niente festeggiamenti e nessuna inaugurazione: da un mese è iniziata  la Seconda guerra mondiale.

Ospedale di Niguarda

Ospedale di Niguarda

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L’Ospedale Maggiore, costruito nel 1500 dal Filarete, non poteva più soddisfare le esigenze della città; era necessario un nuovo complesso. ( se volete saperne di più https://galateaversilia.wordpress.com/2013/05/02/lospedale-maggiore-e-luniversita-statale-di-milano/). Nel 1932  l’ingegner Marcovigi di Bologna iniziò i lavori di costruzione a Niguarda, il duce visitò il cantiere nel 1934 e nel 1937 l’ingegnere Arata sostituì il Marcovigi, morto improvvisamente.

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Il complesso  occupava  322.000 metri quadri, ospitava 17 edifici, 1.500 posti letto, ambulatori, autorimessa, servizi di ricerca e tecnici, il convitto per le suore e la Chiesa di Santa Maria Annunciata.

Chiesa Santa Maria Annunciata

Chiesa Santa Maria Annunciata (foto tratta da http://www.artefascista.it

L’imponente struttura  è un chiaro esempio di architettura fascista ed è tutelata dalle belle arti. La facciata principale, alleggerita da un porticato, è decorata lateralmente da due complessi scultorei. A sinistra il gruppo  realizzato da Arturo Martini:   Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti donano a Papa Pio II il bozzetto della Ca’ Granda. L’artista mantiene quindi vivo il legame con l’ospedale cinquecentesco realizzato dal Filarete e tratta la materia con una particolare attenzione: l’effetto volumetrico della gonna di Bianca Maria è ottenuto grazie all’utilizzo di petardi.

Francesco Messina, Gruppo Sforza e Papa Pio II

Francesco Messina, Gruppo Sforza e Papa Pio II

 A destra Francesco Messina rappresenta San Carlo Borromeo mentre consegna ai Deputati Ospedalieri la “bolla del perdono”, ossia il documento Papale che concede l’indulgenza plenaria. Fu il Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster a suggerire l’opera all’artista. Per creare un’opera attenente al reale Messina si recò alla Quadreria del Duomo per osservare le gorgiere, i bottoni gli abiti talari dell’epoca e ritrasse  il poeta Vincenzo Cardarelli nelle vesti del primo Delegato e l’amico pittore milanese Piero Marussig nel secondo.

Francesco Messina, San Carlo Borromeo e i deputati ospedalieri

Francesco Messina, San Carlo Borromeo e i deputati ospedalieri

Francesco Messina, San Carlo Borromeo e i deputati ospedalieri

Francesco Messina, San Carlo Borromeo e i deputati ospedalieri

La prossima volta che capitate a Niguarda, spero non per problemi di salute, date un’occhiata alla facciata dell’ospedale.

 Galatea

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One thought on “Le opere di Arturo Martini e Francesco Messina all’Ospedale di Niguarda

  1. Interessante..anche se qui i miei ricordi sono purtroppo negativi…Sai Galatea che a girare tutto l’ospedale di Niguarda è stato calcolato che ci vuole mezz’ora in pullmino?!E’ grande come un paese…Milàn l’è un gran Milàn..

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