I Siemens e altri tedeschi all’origine del Forte

Immaginate una Forte dei Marmi di fine Ottocento,selvaggia e incontaminata, che diventa il luogo di villeggiatura perfetto per una colonia di artisti e possidenti tedeschi. Se alla bellezza del luogo si aggiungono quell’atmosfera di “paradiso primitivo” e le cure elioterapiche del dottor Vanzetti il gioco è fatto!

I tedeschi acquistano a poco prezzo lotti di terreno sull’arenile, e iniziano a costruire le loro bellissime ville immerse nella pineta e con l’accesso diretto al mare, perchè il viale litoraneo viene costruito solo negli anni Venti.

In quelle giornate estive, passeggiando sulla spiaggia, si poteva trovare Isolde Kurz che declamava poesie, Boecklin intento a dipingere e un pianoforte sul mare per allietare tutti con la musica.

Gli abitanti del luogo chiamavano questi tedeschi “selvaggi” alludendo al loro stile di vita così diverso e libertino. Pensate che erano soliti stare nudi in spiaggia e il sindaco di Pietrasanta (Forte dei Marmi allora era sotto Pietrasanta) emette numerose leggi per invitare alla moralizzazione questi turisti.

Le ville esistono ancora, anche se spesso private dei loro immensi possedimenti, qualche esempio? Villa Apuana costruita per la famiglia Siemens aveva un possedimento che arrivava fino all’Inizio di via Leonardo da Vinci, ossia si estendeva per 1,2 km dal mare, e la casa dell’allora fattore della villa Siemens, oggi appartiene al presidente dell’Inter Massimo Moratti.

villa moratti

Villa Siemens viene costruita nel 1899 dall’architetto Carl Sattler per Herta Harries von Siemens, figlia del magnate tedesco delle acciaierie e moglie del chimico Karl Dietich Harries.

villa apuana

L’architettura della casa si ispira alle ville rinascimentali italiane: doppia scalinata che conduce all’ingresso formato da tre fornici, piano rialzato sotto il quale sono ricavati alloggi di servizio, le due ali laterali e il corpo centrale rientrante.

La casa aveva svariati locali ma un solo bagno con vasca perchè si poteva usufruire della grande vasca del mare.

La decorazione della sala da pranzo è realizzata da Adolf von Hildebrandt, pittore e scultore di successo e residente poco più in la, davanti al Bagno Royal, nella casa che poi verrà acquistata da Curzio Malaparte.

In sala Hildebrand studia una decorazione ad affresco che esprima l’essenza di Forte dei Marmi: nella parete verso il mare realizza una rappresentazione metaforica del mare, nella parete verso monte una rappresentazione metaforica delle montagne. Infatti il Forte che cos’è se non una lingua di terra tra il mare e le montagne?

Sattler costruisce all’interno del terreno la casa del fattore (oggi Villa S. Maria di Massimo Moratti) con stalle, la casa del contadino e una vivaio di acclimatazione per piante asiatiche. Il complesso di edifici viene realizzato secondo la tipologia delle abitazioni rurali toscane con altana ad uso essiccatoio, scale esterne, logge ed annessi vari.

Carl Sattler fa un ultimo intervento nel 1905 per il ponticello sul fosso di via Leonardo da Vinci e nel 1907 presenta il salatissimo conto: lire 42.759,85!! Il conto lievita ulteriormente per l’acquisto degli arredi provenienti dalla casa di Pietrasanta del Conte Digerini Nuti (vecchio proprietario del terreno) e la sistemazione del giardino corredato da una statua di Sargant e una fontana.

Allo scoppio della prima guerra mondiale tutti i beni dei cittadini Austro-Ungarici vengono requisiti e i Siemens  non riusciranno più ad entrare in possesso della loro splendida villa.

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