Pirati al Motrone: mamma li turchi!!!

Percorrendo la via Aurelia da Pietrasanta in direzione Viareggio, nei pressi della via Tremaiola si scorge una vecchia costruzione ormai fatiscente. Molti di voi non l’avranno minimamente notata, altri si saranno soffermati ad osservare l’ingabbiatura metallica, pochissimi sapranno che quella costruzione ingloba una partizione muraria dell’antico forte di Motrone.

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Recentemente è uscito un articolo sul giornale che ha sollevato timore per la conservazione di questo manufatto: pare che i proprietari dell’immobile intendano demolirlo, altri sostengono che verrà distrutto per creare una rotatoria stradale (voce smentita con fermezza dall’assessore all’urbanistica del Comune di Pietrasanta Rossano Forassiepi). Il circolo Don Luigi Sturzo organizzerà un convegno, a data da definirsi, per sensibilizzare il pubblico sulla storia del porto di Motrone.

Gli studiosi Giorgio Giannelli e Mario Taiuti stanno investendo energie in un progetto purtroppo fermo da tempo: vorrebbero fare incidere una targa da mettere sull’edificio e un cartello che illustri la storia del Motrone da posizionare nell’aiuola di via della Libertà, proprio in prossimità delle rive dell’antico porto. Per motivi burocratici è tutto bloccato, ci auguriamo che questo stato di impasse venga superato quanto prima, e che ogni passante abbia l’opportunità di conoscere un pezzo importante della nostra storia.

Notizie relative al porto di Motrone si hanno già prima dell’anno Mille, quando venne costruito alla foce del Fosso Motrone un forte per il controllo della zona. Inizialmente sotto Lucca, nel 1308 viene incluso nella vicaria di Pietrasanta. L’importanza del porto aumenta col passare del tempo per la sua posizione strategica, pensate che da qui si comunicava con tutto il Mediterraneo e nell’entroterra, grazie alla rete di canali navigabili, si potevano raggiungere Lucca, Prato e Firenze e ovviamente i vicini lago di Massaciuccoli e lago di Porta.

Nel XVI secolo con la deviazione del fiume Versilia il porto si insabbia e finisce col perdere la sua funzionalità. Del resto già all’inizio del 1500 aveva perso importanza a causa della creazione della via del marmo voluta da Michelangelo e il conseguente spostamento del commercio nella zona di Forte dei Marmi (non ancora esistente).

https://galateaversilia.wordpress.com/2013/08/26/michelangelo-allorigine-del-forte-marmi-ma-non-solo/

Bombardato dagli inglesi nel 1815, il pietrame viene utilizzato qualche anno dopo per costruire le cateratte di Motrone, e oggi del forte non rimane che un pezzo di muro inglobato  da una casa. Per fortuna conosciamo il suo aspetto grazie ai numerosi disegni e testimonianze scritte conservate negli archivi storici: un recinto quadrato un tempo merlato con camminamento e all’interno un corpo di fabbrica con una torre di avvistamento.

Forte di Motrone

Forte di Motrone

Quindi il forte, insieme alla torre del Salto della Cervia e il Forte del Cinquale, faceva parte di quella serie di edifici fortificati utilizzati dai Medici per controllare la costa.

https://galateaversilia.wordpress.com/2013/04/29/il-salto-della-cervia-e-la-chiesa-della-madonna-di-porta/

https://galateaversilia.wordpress.com/2013/10/07/quando-i-pirati-risalivano-i-fiumi-per-depredare-la-versilia/

Frequenti erano le incursioni di pirati saraceni e turchi che facevano razzie e rapivano persone, storie che, tramandate oralmente, sono ancora ricordate da molte persone. Non lontano dal Forte c’è un edificio, oggi proprietà privata, conosciuto come la casina dei turchi (via Livorno).

La casina dei turchi, collezione privata

La casina dei turchi, lapide, collezione privata

La casina dei turchi, lapide, collezione privata

Ecco cosa recita la targa sull’edificio:

Nel giugno del 1804 naufragò sulla spiaggia a ponente di Motrone una nave algerina. Furono catturati quindici mori che il castellano di Motrone fece imprigionare in una casa presso la Quadrellara. Venuto da Livorno un Ispettore ,certo Taddei, per prenderli in consegna e trasferirli colà, permise loro di scrivere una lettera ad altri loro connazionali,che stavano all’ancora nel Golfo della Spezia. Salparono costoro e nella notte dal 6 al 7 Luglio sbarcarono al Secco credendo di trovare colà i compagni ,per liberarli,ma non travatili ,si diedero a rappresaglie, e rapirono sul far del giorno,due donne viareggine. Dopo qualche anno queste donne furono restituite in cambio dei Turchi prigionieri.

La Banca di Credito Cooperativo della Versilia e della Lunigiana ha recentemente fatto una mostra con la quale ha reso accessibile il suo patrimonio. In esposizone c’era un quadro di Mario Ornati del 1936 raffigurante proprio la Casina dei turchi, ulteriore dimostrazione del fascino esercitato dalle storie piratesche anche dopo molti anni.

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Mario Ornati, La casina dei pirati, 1936

Per saperne di più sul porto di Motrone vi consiglio la pubblicazione di Franco Buselli e Sergio Dante Paolicchi Il Forte dei Marmi: forti e fortificazioni del litorale versiliese.

Galatea

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Il 19 aprile 2015 è avvenuta l’inaugurazione della targa preparata per ricordare il Porto di Motrone.

Per saperne di più: https://galateaversilia.wordpress.com/2015/04/20/una-targa-per-ricordare-lantico-porto-di-motrone/?preview=true&preview_id=3096&preview_nonce=84c8848d81

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