I “tesori” di Villa Henraux a Seravezza.

Seravezza è sicuramente conosciuta per il Palazzo Mediceo, patrimonio dell’Unesco dall’estate 2013 (https://galateaversilia.wordpress.com/2012/11/05/a-spasso-con-galatea-palazzo-mediceo-di-seravezza/), ma la cittadina versiliese nasconde delle vere chicche. Una fra queste è la cosiddetta Villa Henraux costruita nel 1897 per Bernard Sancholle Henraux, nipote dell’ufficiale napoleonico delegato al controllo dell’attività estrattiva in Versilia, e venduta nel 1922 al giovane avvocato Nello Pilli.               (https://galateaversilia.wordpress.com/2013/09/30/henraux-e-borrini-allorigine-di-una-fiorente-industria-marmifera/)

Villa Henraux

Villa Henraux

Nello, figlio della contessa Olga Tomei Albiani di Pietrasanta e del medico Bettino, è nipote  del mecenate Raffaello Mattei, conosciuto per aver donato al comune di Firenze un’ingente somma per completare la facciata di San Lorenzo secondo il progetto michelangiolesco. https://galateaversilia.wordpress.com/2013/12/02/il-contributo-di-seravezza-alla-facciata-di-san-lorenzo-a-firenze/

Il padre Bettino invece è stato l’unico versiliese presente al Congresso di Genova dei lavoratori italiani per la fondazione del Partito Socialista.

Con il nuovo proprietario l’edificio diventa Villa Pilli e l’avvocato vi trascorre giorni felici accanto alla compagna Gabriella Kourtsch De Solva Sevrouk. Il loro amore vive però nello scandalo e poche sono le visite degli amici. La donna, sposata con un facoltoso principe russo, ha infatti deciso di lasciare il marito per vivere il suo amore con  Nello, dieci anni più giovane di lei. Gabriella fino a quel momento ha girato l’Europa seguendo il principe durante i viaggi di lavoro, a Forte dei Marmi ha soggiornato a casa Bruckmann e fa parlare di se per i costumi succinti che indossa. A Firenze studia canto, si esibisce alla Pergola e al Salone dei Cinquecento e rifiuta l’amore del tenore Beniamino Gigli. Il marito si decide finalmente a concedere il divorzio ma sfortunatamente Pilli muore nel 1942, sei mesi prima del matrimonio con Gabriella. La donna continua a vivere nella villa, ma durante la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi occupano l’edificio e Gabriella è costretta a rifugiarsi alla rocca di Corvaia e poi a Lucca con la figlia. La guerra danneggia notevolmente la villa liberty e i preziosi arredi vengono trafugati: mancano all’appello i quadri di Fattori, pezzi di oreficeria del Cellini e del Cantagallina e alcune figurine di Rodin. Nel 1949 Gabriella si vede costretta a vendere la villa, per motivi economici, alla Congregazione delle Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore per  tre milioni di lire. Nasce così il collegio femminile per le orfane dei caduti della Marina Militare Italiana trasformato poi negli ultimi anni nella residenza per ferie OASI NOSTRA SIGNORA DEL S.CUORE gestito dalle suore.

Il giardino della villa custodisce delle rarità: il frammento di un’iscrizione ritrovata secondo Danilo Orlandi ai piedi dell’Altissimo dove si ricorda come l’attività estrattiva sia nata grazie alla volontà di Cosimo I sotto la guida del capomastro fiorentino Giovanni di Montauto e un pezzo di colonna pensata per la facciata di San Lorenzo. Quest’ultima reca una scritta ormai poco leggibile: la colonna si è spezzata durante il trasporto dalla cava nel 1518 e l’evento è ricordato dalla lettera di Michelangelo a Pietro Urbano.

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