La tessitura: mestiere antico della Versilia.

Oggi vi voglio parlare di un mestiere antico, ossia quello delle tessitrici. L’Archivio Storico di Pietrasanta conserva alcuni documenti riguardanti le piantagioni di gelso, l’allevamento dei bachi da seta era infatti importante per la produzione del tempo. Intensa era anche la coltivazione della canapa che dopo una lunga macerazione all’interno del corso dei fiumi o delle pozze pubbliche veniva essiccata, pestata con la sciabola e la gramola e infine pettinata.

Museo del lavoro e delle tradizioni popolari, Seravezza

Museo del lavoro e delle tradizioni popolari della Versilia storica, Seravezza

Ottenere il filo era un processo molto lungo e solo l’abilità e la maestria delle tessitrici poteva renderlo più semplice e veloce. La filatura ad esempio è un procedimento molto complicato dato che il filo nasce dalle dita inumidite con la saliva che attorcigliano sulla rocca la matassa posta sul fuso.

Museo del lavoro e delle tradizioni popolari, Seravezza

Museo del lavoro e delle tradizioni popolari della Versilia storica, Seravezza

prove di filatura

prove di filatura

Museo del lavoro e delle tradizioni popolari, Seravezza

Museo del lavoro e delle tradizioni popolari della Versilia Storica, Seravezza

Per dipanare il filato si usava l’arcolaio, mentre l’orditoio veniva impiegato per preparare l’ordito da stendere al telare. Era  composto da diversi contenitori e pioli di legno che garantivano la stesura di molti fili senza aver alcun nodo. A questo punto la tessitrice  si sedeva al telaio e con un piccolo gomitolo posto all’interno della spoletta lanciava il filo per creare il tessuto.

Museo del lavoro e delle tradizioni popolari, Seravezza

Museo del lavoro e delle tradizioni popolari e della Versilia storica, Seravezza

Schiacciando alcuni pedali la trama e l’ordito si intrecciavano e le tessitrici creavano fantasie diverse per realizzare tappeti, asciugamani o bellissime coperte. Un occhio esperto può riconoscere chi ha prodotto il capo grazie ad alcuni ricami particolari che fungevano da marchio di fabbrica, come il “rosastella” delle sorelle Barberi. Nota è anche la tessitrice Angiolina Vannucci di Levigliani che aiutata dal marito Federigo Neri, detto Rigo, realizzava tessuti pregiati.

Angiolina Vannucci di Levigliani

Angiolina Vannucci di Levigliani

Angiolina Vannucci di Levigliani

Angiolina Vannucci di Levigliani

Galatea

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