Simona, pittrice “sublime”

In questi ultima anni stiamo vivendo una crisi globale, una crisi che ci ha messo in ginocchio dal punto di vista economico e morale. Molti sono i giovani che passano le loro giornate sui social network perché “tanto il lavoro non si trova”…ma se una passione che coltiviamo diventasse un lavoro? Ognuno di noi ha una dote, una predisposizione particolare verso qualcosa, basta solo saperla scovare; se a questa dote si aggiungono determinazione e impegno (e un pizzico di fortuna) il “successo” ci farà capolino da dietro l’angolo.

Simona Garibaldi è una giovane donna (classe 1990) e “da grande” sogna di fare la pittrice. Ha in tasca una Laurea in Pittura conseguita brillantemente all’Accademia di Belle Arti di Carrara e, nonostante la sua giovane età, vanta numerose collaborazioni con enti e associazioni in ambito locale. Siamo venute a conoscenza del suo talento praticamente per caso e, dopo essere rimaste a bocca aperta di fronte alle sue creazioni, eccoci a raccontare la sua storia.

G. Simona, quando nasce il tuo amore per la pittura?

S. Dipingo praticamente da sempre… ero piccolissima e già ero attratta da fogli e colori, poi col passare degli anni è cresciuta questa passione così ho deciso di iscrivermi all’Istituto d’Arte, tentando però la strada della scultura. Ed è proprio facendo scultura che mi rendo conto di voler fare pittura! Dopo il diploma è stato fondamentale l’incontro con un disegnatore che mi ha convinto ad iscrivermi all’Accademia…ma stavolta non ho dubbi: pittura sarà la mia scelta.

G. A quando risalgono i tuoi quadri veri e propri? E che genere prediligi?

S. Inizio nel 2008 con una serie di ritratti per poi avvicinarmi alla natura morta, fino a che non “incontro” il paesaggio e ne rimango folgorata. Tuttora ho un debole per il paesaggio, non tanto le marine quanto le vedute di montagna. Sai quelle vedute che ti tolgono il fiato?

ritratto

G. Infatti osservando tuoi paesaggi montani non ho potuto non pensare al Romanticismo tedesco, coi suoi paesaggi “sublimi” che scuotono l’anima e di fronte ai quali l’uomo si sente piccolo piccolo…

S. Certo il Romanticismo tedesco è un genere pittorico con cui sento di avere molte affinità e considero Friedrich (pittore romantico tedesco) come una fonte costante di ispirazione.

G. Raccontaci come avviene il processo creativo dei tuoi dipinti.

S. Non è così immediata la scelta di un soggetto: giro molto alla ricerca della veduta “giusta”, poi aspetto che si crei l’atmosfera ossia il perfetto equilibrio tra stato d’animo, luce e colore. Ovviamente l’ispirazione è fondamentale per il processo creativo, infatti è la pancia che mi dice quando posso iniziare a dipingere!

G. Si può dire che i tuoi paesaggi siano lo specchio della tua anima?

S. Certo…ovviamente non mi limito a rappresentare ciò che vedo, ogni veduta è reinterpretata dalla mia personalità. Molto significativo in questo senso è il trittico “Visioni romantiche sulle Alpi Apuane” è stato realizzato nel giro di un anno e mezzo   rappresenta l’evolversi della mia personalità. Il primo dipinto, fatto in un periodo triste della mia vita, è più cupo; si passa poi al pannello centrale che è metà in ombra e metà alla luce, la situazione si sta evolvendo in meglio e io, girata di schiena, sono spettatrice del cambiamento della mia vita; il trittico si conclude con una tela decisamente più luminosa che testimonia una fase positiva.

trittico 1 trittico 2 trittico 3

G. Tanti auguri Simona, ti meriti un futuro luminoso…un consiglio che vorresti dare ai tuoi coetanei?

S. Credere!

Alla prossima

Galatea

 

 

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