L’Oasi e il suo destino.

Da qualche giorno è trapelata la notizia che una delle ville storiche di Forte dei Marmi, l’Oasi in via Raffaelli nella zona di Roma Imperiale, sarà oggetto di lavori. Passando davanti alla villa vi potrete imbattere con un viavai degli abitanti del Forte che, amareggiati e preoccupati si fanno domande sul futuro della villa. Abbandonata da diversi anni è stata da qualche mese acquistata e sul cartello di inizio lavori si parla di AMPLIAMENTO.

A tutti voi che non conoscete l’Oasi sembrerà esagerata questa reazione, in fin dei conti si tratta di una semplice casa ma…ci sono delle ville che diventano mitiche nell’immaginario collettivo e l’Oasi sicuramente è una di queste.

Cancellare l’Oasi o mutarne l’aspetto sarebbe un delitto nei confronti degli abitanti della Caranna, sarebbe come cancellare un pezzo della loro storia…amministratori/impresari/architetti/nuovi proprietari qualsiasi cosa facciate tenetelo  ben presente.

Nella speranza che il tipo di intervento sia il meno invasivo possibile, stemperiamo l’amarezza riportando un brano di “Torre di Venere. Vita, morte e miracoli al Forte dei Marmi”.

Percorrendo via Raffaelli in direzione mare-monti e arrivando quasi in fondo, troverete L’Oasi  villa particolare e purtroppo assai trascurata. In seguito a vicende sfortunate oggi è proprietà del Tribunale di Lucca.

E’ un edificio a un piano, bianco e dal sapore orientaleggiante, particolarissimo rispetto al contesto fortemarmino. Voluto da Alessandro Paladini, personaggio estroso nato ad Alessandria d’Egitto a inizio secolo, che vede approvata la domanda di costruzione presentata nel 1949 e corredata da diversi disegni. Seguirà un ampliamento nel 1959 curato dalla ditta Mancini Placido Lieto.

La casa ancora oggi è ricordata da molte persone perché il Paladini aveva numerosi animali esotici che teneva nel giardino della sua casa: ghepardi, uccelli variopinti e tropicali formavano un piccolo zoo personale. A corredare il tutto piante provenienti da diverse parti del mondo e carrozze d’epoca di cui era un appassionato.

“Quando ero bambino abitavo in Caranna e riuscivo a sentire il canto dei pavoni in amore. A volte passavo dall’Oasi e sbirciavo dentro la recinzione per vedere i ghepardi, oppure incontravo il signor Paladini che passeggiava con quei begli animali al guinzaglio” ricorda Fabrizio Nardini.

Carla, figlia di Achille Stagi che era guardiano dai signori Zambelletti, amici dei Paladini, racconta “Ho conosciuto il signor Alessandro quando già era in pensione, ricordo che ogni tanto organizzava spedizioni in varie parti del mondo dove filmava gli animali. Questi documentari amatoriali poi venivano proiettati alla Capannina”.

Via Raffaelli e l'Oasi in lontananza, collezione Luigi Ciambelli

Via Raffaelli e l’Oasi in lontananza, collezione Luigi Ciambelli

In fondo possono portarci via tutto ma non i ricordi.

ULTIME NOVITA’ DA “IL TIRRENO”, 13 settembre 2014.

"Il Tirreno", 13 settembre 2014.

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"Il Tirreno", 8 ottobre 2014

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