Seravezza e la campana “maledetta”

C’è al Forte qualcosa di più antico del Magazzino dei marmi e del Fortino? Ebbene sì, abbiamo una campana datata 1469. La storia di questa campana è molto particolare e l’inimitabile Giorgio Giannelli, su La bibbia del Forte dei Marmi, riporta un racconto che mi ha colpito e che vi riporto.

Pare che questa campana in bronzo abbia sul bordo la scritta ” Anno 1469 – Santa Barbara” e sia stata collocata sul Fortino nel 1930 in sostituzione della originaria campana, strumento utilissimo che suonava in caso di pericolo allertando la popolazione.

Molti di voi sapranno che Santa Barbara è, insieme a San Lorenzo, patrona di Seravezza. Infatti la campana arriva proprio da Seravezza ed è protagonista di una vicenda di violenza come tante ne accadevano all’epoca.

Come ricorda Niccolò Machiavelli nelle sue Istorie Fiorentine, nel 1429 il fiorentino Astorre Gianni, proveniente da Sarzana, si ferma a Seravezza con la sua soldataglia. Dopo aver chiamato a raccolta la popolazione con la famosa campana, le truppe imprigionano gli uomini e si danno alla pazza gioia violentando, derubando e mettendo a ferro e fuoco la città. (https://books.google.it/books?id=SL4pAAAAYAAJ&pg=PA233&lpg=PA233&dq=astorre+gianni+seravezza&source=bl&ots=mflXNh25_X&sig=80o9jsCOODZ3BtMP6q9eUWLZTaM&hl=it&sa=X&ved=0CDgQ6AEwBGoVChMI0a6JpbeZyAIVAbUaCh3KZQ5D#v=onepage&q=astorre%20gianni%20seravezza&f=false).

Vuole poi la leggenda che i seravezzini feriti e umiliati abbiano riversato tutta la loro rabbia sulla povera campana che col suo suono li aveva attirati in trappola. Tirata giù dal campanile, dopo calci, sputi e grida viene buttata nelle acque nel fiume.

Passano gli anni, il ricordo sbiadisce e la rabbia si calma, così nel 1469 viene ripescata e il bronzo rifuso a creare una nuova campana sul cui bordo viene appunto incisa la scritta ” Anno 1469 – Santa Barbara”. Questa rimarrà sul campanile a scandire la vita quotidiana della comunità fino al 1801 quando verrà sostituita da una campana nuova.

campanile

La vecchia campana, presa in consegna dal Cav. Luigi Angiolini, finisce poi nelle mani del seravezzino Antonio Garfagnini che la regala al Forte, paese dove si era trasferito.

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