Seravezza: l’arrivo della Madonna di Sotto agli Organi e la morte dell’Arcivescovo Dal Pozzo.

Nei prossimi giorni le chiese della Versilia ospiteranno la tavola, proveniente dal Duomo di Pisa, raffigurante la Madonna di sotto agli Organi, Madonna venerata e proclamata “Patrona e Protettrice di Pisa”.

La tavola, per tradizione trafugata dalla chiesa di Lombrici nel 1225 durante una guerra tra lucchesi e pisani, pare essere stata la causa della morte improvvisa dell’Arcivescovo Dal Pozzo, uomo di fiducia di Ferdinando dei Medici, noto per aver istituito il Collegio Puteano a Pisa. Nei mesi estivi il religioso, per allontanarsi dalla calura estiva pisana, era solito trasferirsi a Seravezza dove abitava in “certe rovine da basso al monte a Levante del Palazzotto (Palazzo Mediceo)”[1].

Ma il 12 luglio 1607 l’uomo accusò un malore. Il Granduca, informato delle pessime condizioni di salute dell’amico, inviò a Seravezza il proprio medico personale, il Dottore Fonsecha, così da sottoporre il malato a salasso, ma il 13 luglio il religioso morì. Il corpo venne trasferito a Pisa per la sepoltura e i precordi vennero collocati nel quarto altare della navata destra del Duomo di Seravezza. Secondo il canonico Ottavio D’Abramo la morte improvvisa dell’Arcivescovo sarebbe dovuta al “suo temerario desiderio di voler vedere l’immagine miracolosa di Maria Santissima di sotto gli organi senza i veli e i mantelli che da secoli la occultavano”[2].

L’immagine mariana era infatti visibile solo in particolari occasioni e si credeva che la sua visione al di fuori delle tradizionali festività portasse sfortuna. A riprova della credenza popolare c’è un episodio avvenuto nei primi anni del Seicendo: l’immagine venne infatti scoperta inavvertitamente e da quel momento sfortuna e sciagure perseguitarono i presenti: Camillo Ciurini divenne povero e si ammalò, il canonico Domenico Sabini si suicidò, lo scalpellino divenne cieco e l’Arcivescovo Dal Pozzo morì imporvvisamente a Seravezza (probabilmente di itterizia).

Ma le tragedie non finirono qui: sempre secondo il Santini, il segretario del Dal Pozzo, afflitto dalla morte del religioso, si gettò dalla disperazione in un pozzo di Seravezza togliendosi la vita: secondo la credenza popolare il pozzo a cui fa riferimento lo storico è quello di Palazzo Mediceo.

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[1] SANTINI 1964, v. 7, p. 29.

[2] CIFANI – MONETTI 2000, p. 33.

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