A spasso con Galatea: il Colle di Favilla

Chi ama e vive i paesi di montagna sa come i piccoli villaggi o gli alpeggi, un tempo centri della vita agricola e commerciale della società, siano attualmente poco abitati o addirittura disabitati. Mi saltano subito alla mente i nomi di Puntato o del Colle di Favilla, luoghi incantevoli che si ripopolano in occasione di particolari feste religiose. Qualche anno fa partecipai alle celebrazioni in onore di S. Anna: ogni 26 luglio giovani, bambini, famiglie e anziani tornano a calpestare i verdi prati del Colle. La banda anima la messa e la giornata si conclude al tavolino mangiando tordelli casalinghi e bevendo buon vino.

la processione in onore di S. Anna

la processione in onore di S. Anna

Il Colle di Favilla si trova a circa 955 m. s.l.m. e la sua conformazione fisica e la vicinanza ai paesi dello stazzemese favorirono la costruzione di piccole case per chi seguiva la transumanza, tagliava la legna o raccoglieva i frutti del bosco durante la metà dell’800. Il nome pare derivi dalle “faville” di qualche carbonaia presente un tempo nella zona e il paese è descritto come spaccio di sale e tabacchi nella Guida delle Alpi Apuane del C.A.I. (Sez. Ligure II ) del 1922.

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Come ricorda Oriente Angeli in Colle di Favilla: racconta il Colle iniziò pian piano ad assumere le caratteristiche di paese verso la fine dell’800: le capanne in legno si trasformarono in muratura e Don Celestino Vannucci da Levigliani si occupò dell’erezione del campanile (1870) e del cimitero.

il campanile

il campanile

il cimitero

il cimitero – foto di Alfredo Barsi

Lo sviluppo della chiesa e la possibilità di battezzare, celebrare i sacramenti e dare degna sepoltura agli abitanti favorì lo sviluppo del paese. Il Colle di Favilla, fino ad allora sotto la giurisdizione religiosa di Levigliani, iniziò così ad avere vita autonoma. Con la morte dello storico parroco  Don Cosimo Silicani (1942) il legame con la parrocchia di Levigliani tornò a farsi sentire: il parroco del paese doveva occuparsi anche delle anime del Colle, ma l’arrivo della guerra rese l’impresa impossibile. Il Colle di Favilla era infatti sotto il controllo dei nazifascisti.

Foto di Alfredo Barsi

Foto di Alfredo Barsi

Oramai disabitato il paese fu vittima di un atto vandalico nel 1977: la chiesa venne bruciata perdendo in parte gli arredi e le decorazioni interne. L’edificio venne poi restaurato grazie al Comitato Colle di Favilla.

 Galatea

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